Luglio Agosto 2009

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Piattaforma Sanità 2008 - 2009

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venerdì 10 luglio 2009

CCNL 2008-2009 Sanità Pubblica

Comunicato Unitario UIL FPL-CGIL FP-CISL FP


Sintesi della Consultazione

L’Esecutivo Nazionale Unitario della sanità pubblica di FP CGIL-CISLFP-UILFPL riunito a Roma il 6 luglio 2009 per valutare gli esiti della consultazione, tra i lavoratori del comparto, sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale Lavoro relativo al quadriennio normativo 2006-2009 e al biennio economico 2008– 2007

PRENDE ATTO

del giudizio favorevole espresso dai lavoratori sull’ipotesi di contratto, attraverso una capillare e partecipata consultazione certificata su tutto il territorio nazionale;

ASSUME

Le relazioni delle segreterie nazionali, come integrate dal dibattito

RECEPISCE

l’urgenza emersa dal dibattito di avviare tempestivamente in tutte le regioni un proficuo confronto con gli Assessorati alla salute sui temi contrattuali previsti e in particolare su:

1- la gestione dell’ULTERIORE FINANZIAMENTO di una quota pari a 20 euro medi mensili da integrare quali risorse regionali aggiuntive

2- la verifica sulla situazione del PRECARIATO ai fini del rinnovo o proroga dei contratti a tempo determinato;

3- La proroga delle PRESTAZIONI AGGIUNTIVE (Legge n.1 del 2002),

4- Il superamento della QUOTA MASSIMA di Lire 10.000 per il ticket restaurant;

5- la REGOLAMENTAZIONE DELLA MOBILITA’

CONSIDERA

Positivamente l’ipotesi di CCNL 2008-2009 della sanità perché rafforza i livelli di contrattazione nazionale e integrativa, favorisce obiettivi di premialità collegati all’efficienza ed alla produttività del lavoro pubblico, coinvolge il sindacato nella programmazione e nell’organizzazione dei servizi adeguati per i cittadini.

CONFERMA

tutti gli obiettivi indicati nella piattaforma unitaria quadriennale 2006-2009, approvata nella riunione degli Esecutivi unitari del 28 giugno 2007, che sono stati recepiti quali materie di rinvio del contratto e e l’impegno a farne oggetto di una nuova vertenza sanità sulla quale concentrare l’impegno fino al loro completo raggiungimento.

RITIENE

di strategica importanza il percorso unitario avviato da CGIL FP CISL FP UIL FPL che hanno saputo confermare una unità di azione in un settore fondamentale del lavoro pubblico in questo paese, anche in un momento di particolare complessità e di difficile sostenibilità del sistema dei servizi alla persona.

IMPEGNA

le Segreterie Nazionali, a seguito dell’adesione dei lavoratori ai contenuti dell’ipotesi di CCNL 2008-2009, ad attuare tutte le iniziative necessarie ed utili per la rapida e positiva conclusione dell’iter contrattuale, a partire dal superamento delle osservazioni dell’ultimo Consiglio dei Ministri, ed a respingere qualsivoglia tentativo di messa in discussione dei contenuti contrattuali e dell’autonomia negoziale delle parti negoziali.

Roma, 06 luglio 2009

domenica 28 giugno 2009

Commenti Giornale Luglio - Agosto 2009

Dite la vostra !

UNA UTILE PRECISAZIONE

Gennaro Sanges- Segretario G.A.U. Monadi
Una delle cose che ci angustiava come UIL, unitamente alle altre forze sindacali, era quella relativa alla risoluzione della problematica festivi, lavorati dal personale che per effetto di turno veniva comandato in servizio e che non venivano pagati.
Era veramente insostenibile aggiungere, a coloro i quali nelle giornate di festività Nazionali erano chiamati a prestare la loro opera, al danno la beffa, impedendo il giusto riconoscimento economico e avviando un recupero che avrebbe ulteriormente causato perdita di indennità di turno e relativo ticket mensa, con successivo comando in straordinario di personale per rimpiazzare i vuoti da recupero ed un aumento di spesa ingiustificato. Con soddisfazione possiamo dire che le nostre argomentazioni hanno trovato giusta attenzione. I Caposala dovranno trasmettere alla Direzione Sanitaria l’elenco degli operatori che per effetto di turno sono stati comandati in servizio (al fine anche di moralizzare l’istituto ed evitare aggravi di spesa) per poter procedere alla liquidazione delle spettanze. Dobbiamo dire, con molto rammarico che purtroppo non ha avuto stesso destino la problematica delle posizioni organizzative per caposala, coordinatori e caposervizi. Nell’ultima riunione, la direzione sanitaria ha presentato un regolamento e parametri per riconoscere le posizioni, altamente penalizzante per gli interessati, con un carico di responsabilità così elevato, che si sovrappone o sostituisce quello della dirigenza medica o quello della direzione sanitaria, con un compenso che non ripaga assolutamente cotanto impegno.
Se ne potrebbe riparlare solo se il riscontro economico fosse come minimo raddoppiato, rimanendo negli ambiti indicati dal CCNL.
Peccato per la Direzione Sanitaria, che con questa ”Boutade” ha vanificato quasi 2 anni di incontri in contrattazione decentrata sull’argomento, ma fondamentalmente ha perso un’occasione.
Un’ultima sfida è rimasta adesso sul tappeto, una sfida da vincere che purtroppo non è di pertinenza sindacale ma legale: il riconoscimento della legittimità della corresponsione dell’indennità delle malattie infettive, la sospensione della trattenuta ed il recupero di quanto già restituito con i relativi interessi. Una battaglia a cui, lo staff legale della UIL, unitamente a quello della CISL e della CGIL stanno dando gratuitamente un positivo apporto.
E’ bene, a questo punto, visto strumentali disinformazioni e iniziative legali spurie, che si faccia sull’argomento un ricordo ed una precisazione. Quando l’Amministrazione, a seguito del dispositivo emanato dalla Corte dei Conti, ha avviato il recupero sul personale delle somme “impropriamente” corrisposte con un rateizzo mensile, i collegi legali di CGIL CISL UIL, unitamente alle segreterie provinciali ed aziendali, hanno deciso di adottare una iniziativa legale che verte su due direttrici: a) ricorso al T.A.R. per la sospensiva della trattenuta; b) ricorso al Giudice del lavoro sulla legittimità, data la particolarità a “monoblocco” del Monaldi, del riconoscimento dell’Indennità di malattie infettive e la restituzione con relativi interessi di quanto pagato finora.
Il ricorso al T.A.R. per la sospensiva non ha avuto esito favorevole, in quanto non competente, anche se il Tribunale ha dichiarato legittima l’iniziativa intrapresa per il valore della motivazione. Il ricorso al giudice del lavoro, ha avuto come primo atto (ai sensi della norma) il ricorso al tentativo di conciliazione (regolarmente depositato) con l’Azienda. Trascorsi 90 giorni, in assenza di conciliazione fra le parti (scadenza 25 maggio 2009) si ricorre al giudice del Lavoro con le motivazioni precedentemente addotte. Corre l’obbligo di precisare che, iniziato un percorso legale con un gruppo di avvocati, non se ne può iniziarne contemporaneamente un altro, salvo il ritiro della delega precedentemente firmata e affidata.
Il ricorso effettuato da CGIL CISL UIL conta l’adesione di circa 700 lavoratori (in questa materia il numero ha il suo peso) ed eventuali altre iniziative legali riporterebbero le lancette dell’orologio a zero, allungando inevitabilmente i tempi del nuovo percorso avviato.
Per concludere, la UIL si sente di poter dire che, alla luce delle motivazioni addotte alla legittimità del riconoscimento dell’indennità di malattie infettive, con i tempi di giudizio che sono attualmente più rapidi del recente passato, ha maturato una convinzione per il giudizio improntata all’ottimismo, sicura che si farà finalmente giustizia di un torto subito dai lavoratori del Monaldi e sul quale, con tutte le energie possibili, si sta cercando di avere la meglio.

LA SOLITUDINE NELL’ANZIANO

Eduardo De Vendittis
La solitudine che affligge gran parte delle persone anziane, costrette dal polverizzarsi delle famiglie a vivere da sole, è una delle condizioni più crudeli che possano essere riservate ad un essere umano.
Il non poter scambiare più una parola con parenti o amici perché lo scorrere inesorabile del tempo ha creato il vuoto intorno, viene percepito distintamente come una condanna peggiore della stessa morte. Non vi è sorte più triste per chi, lasciato il lavoro, invecchia lentamente ritrovandosi da solo in un tempo infinito nel quale non vi sono più incontri, dialoghi, appuntamenti. Egli trascorre ore ed ore davanti alla televisione senza la compagnia di un parente, un amico, un semplice conoscente con il quale scambiare una parola o ripercorrere assieme un ricordo, un tassello di una lunga esistenza giunta al capolinea.
Queste sono esistenze urbane senza speranza che aumentano sempre più per l'innalzarsi della vita media e per la crisi irreversibile del modello di famiglia patriarcale; gli anziani sono costretti sulla soglia della morte, ad un'interminabile agonia fatta di malattie e di noia, ma soprattutto di solitudine disperata che inghiotte nel nulla facendoli dimenticare da tutti.




mercoledì 17 giugno 2009

L’Aquila: il giorno dopo !

di Ciro Scognamiglio
Qualcuno, in questi giorni, ci ha mandato una e-mail in cui si affermava che, tutto sommato, gli Aquilani potevano dirsi fortunati se tutta la “vicenda” si fosse conclusa per la fine dell’anno e che potevano anche stare “buonini, buonini”.
A parte le speculazioni che vi sono state e di cui abbiamo già parlato, nell’aria circolano le grandi verità che nessuno vuole sentire.
Un dato certo è che i fondi per le Chiese vi sono, per l’Università non c’è problema, il Conservatorio sarà ristrutturato con i soldi degli artisti che hanno prodotto un disco per l’occasione e tutto sembrerebbe normale se qualcuno non si fosse posta la domanda di chi dovrebbe “investire” nelle abitazioni.
Ci sono arrivati tante testimonianze in diretta e abbiamo un filo diretto con la gente del posto che dicono tutte altre cose rispetto all’informazione ufficiale.
Ore 10,42 del 12 aprile “riparto tra poco perché mi cercano i Vigili del Fuoco” è il messaggio che ci ha lasciato una nostra amica rifugiatasi a Napoli dopo il sisma.
Ore 20,30 del 10 maggio la stessa amica aggiunge: “ in casa sono entrata con i Vigili del Fuoco … non si sa se e quando si potrà salvare … pazienza”.
E alle 14,23 dello stesso giorno sappiano che “piano, piano vengono fuori le verità … 7,1 la magnitudo … accelerazione superiore 2 volte quella sopportabile … rotatorio … insomma, un inferno … le case un disastro ma non si molla”.
Un’altra amica è stata tirata fuori dalle macerie appena in tempo e grazie ad un passante.
E, quando gli sfrattati hanno la possibilità di ritornare in Centro per prendere le poche cose essenziali, il commento che ci arriva alle ore 8,25 del 1 giugno è del tipo: “Ieri sono andata in Centro … aver visto L’Aquila ridotta così mi porta ad amarla ancora di più … se questo è possibile … mi sembra di provare dolore fisico sai … non l’abbandonerò … finchè le ferite non saranno guarite le starò accanto come si fa con una mamma ferita … sanguinante … “.
Il 16 giugno i terremotati sono a Roma per rivendicare quanto promesso. In prima fila i sindaci che hanno ricevuto garanzie e partecipato agli incontri e, alle 22,34 ci arriva questo sms: “Siamo tornati ora da Roma … Abbiamo manifestato contro il Decreto ammazza Abruzzo … neanche una TV nazionale”.
Queste persone, oltre a dover confrontarsi con la propria dignità, ora devono fare i conti con personaggi che, fino a ieri, sfogavano la loro nullità nella xenofobia sovra-nazionale per arrivare, oggi, al provincialismo di un razzismo inter-regionale.

lunedì 8 giugno 2009

La gaddhina faci l'ovu e alu gaddhu 'nci bruscia lu culu

Esposito Umberto
Un detto calabrese uscito fuori durante una discussione sulla sanità e sul lavoro degli infermieri. Ovviamente il mio interlocutore era calabrese. Com’è uscito fuori? Si parlava del famoso TFR. Cos’è il TFR? Il TFR (per quei pochi che non lo sanno) “o liquidazione “ è una quota pari a circa un mese di stipendio che il datore di lavoro, mensilmente, mette da parte e restituisce alla fine del rapporto di lavoro. Per legge è rivalutato dell’1,5% fisso + il 75% del tasso d’inflazione (totale rende circa il 3% annuo). Un lavoratore dipendente con più di otto anni di servizio “dovrebbe” avere la facoltà e il diritto di un anticipo sul TFR nella misura massima del 70%. La normativa per i dipendenti INPDAP non è attuabile nel comparto sanità.
Esempio: se il governo stanzia 1000,00 euro, una parte di questi serve per pagare la liquidazione, un'altra parte per sovvenzionare mutui per acquisto casa e per ultimo, piccoli prestiti. La liquidazione è erogata in sei mesi; tre mesi per pratiche burocratiche e altri tre mesi per problemi tecnici (!).
I mutui sono erogati a tutti gli iscritti all’INPDAP quindi i tempi di attesa, sono lunghi e i tassi d’interessi sono sì bassi, ma si discostano poco da quelli delle banche che, pur di fare concorrenza, si sono adeguati e sono più veloci. I piccoli prestiti in questo periodo sono virtuali. Infatti, per usufruirne, i tempi d’attesa variano tra gli otto e più mesi. In pratica, pur versando contributi, pur avendo messo da parte con tasse assurde soldi nostri, gli stessi sono congelati o meglio dire usati per tutti, tranne che per noi. Dopo questa premessa burocratica, cercherò di essere sintetico con la speranza di stimolare chi non reagisce, oppure non si rende conto che il nostro è un lavoro difficile, per uno stipendio di merda; rispetto al ruolo che copriamo nel comparto sanità, nei carichi di lavoro e delle storiche sigle sindacali che non hanno mai rivalutato la categoria, appiattendola nel comparto sanità.
Negli ultimi anni decine di colleghi sono morti, molti di essi avevano contratto debiti con banche, oppure con strozzini, per far sposare una figlia, comprare una macchina, fare un viaggio, oppure un mutuo interminabile, con tassi d’interesse alle stelle, tutto conclusosi con la morte, che non concede prestiti a lungo termine e per molti, si è dovuto fare una colletta per pagare il funerale. I sindacati non hanno mai fatto nulla e non prendono mai in considerazione, la prospettiva di battersi affinché (cosa che succede in altre aziende) l’anticipo sull’TFR diventi un sacrosanto diritto, perché i soldi sono nostri e inoltre, cercare di far capire, a chi non vuol capire, che alla nostra categoria venga riconosciuto, il carattere di lavoro usurante, che darebbe a tutti la possibilità di usufruire di tre anni, di prepensionamento. Discorso utopistico? No! Ho sempre sostenuto che per fare sindacato bisogna conoscere le problematiche dei lavoratori e lavorare sui reparti. Chi non conosce il lavoro di reparto, poco conosce la nostra situazione e i nostri eterni disagi lavorativi. Bisogna dire basta al quieto vivere o del “bene comune”. Bisogna sensibilizzare non solo il personale “vecchio”, ma anche i giovani che si affacciano a questa importante professione, sminuita economicamente e professionalmente. E bisogna ricordare … lo ripeterò sempre, che, sino a quando i politici, che hanno rubato e continuano a rubare sulla sanità pubblica; senza pagarne le conseguenze in un paese che si definisce civile, saremo solo noi (cosa che sta succedendo) a subire le conseguenze, materialmente sulla busta paga e professionalmente sul lavoro … perché i sindacati, dispiace dirlo, in questo momento non emettono alcun suono, pur aprendo la bocca.
Dimenticavo. La traduzione alla lettera è ”la gallina fa l’uovo e al gallo gli brucia il culo”

mercoledì 3 giugno 2009

Commenti Giornale Giugno 2009

Dite la vostra.

Sempre alla ricerca di nuove emozioni.

Come sempre cerchiamo di trovare nuove emozioni per noi e per tutti voi che ci seguite. Con l'aiuto di YouTube apriamo una nuova pagina fatta interamente di video e di fotografie un pò stimolanti come piacciono a noi e che cambieremo di volta in volta.

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